Santa Maria Del Taro

Il santuario di confine tra Appennino e Mar Ligure

Santa Maria del Taro è una delle località più suggestive dell’Alta Val Taro: un borgo di confine sospeso tra Emilia e Liguria, immerso nei boschi e attraversato per secoli da viandanti, pellegrini e mercanti diretti verso il mare.

Qui l’Appennino cambia volto. L’aria del Mar Ligure arriva fino ai crinali, i sentieri si dirigono verso il Passo del Bocco e il Monte Penna, mentre il santuario domina un paesaggio fatto di boschi, ponti, mulattiere e antiche vie di comunicazione.

La storia del borgo nasce probabilmente già nell’VIII secolo, quando una comunità di monaci di San Colombano provenienti da Bobbio avrebbe fondato qui una cappella, un convento e un ospizio per assistere chi attraversava l’Appennino.

Santa Maria del Taro non nacque quindi soltanto come paese, ma come luogo di accoglienza e passaggio.

Tre importanti strade storiche attraversavano il territorio:

  • la via del Bocco
  • la Scaletta
  • l’Incisa

Percorsi che collegavano la Val Taro alla Liguria e che fecero del borgo una tappa fondamentale per pellegrini e viaggiatori.

Prima del 1150 la chiesa venne ricostruita in pietra di Lavagna, con forme gotiche e tre navate. Nel 1259 il santuario fu consacrato alla Natività di Maria, evento ancora ricordato dalla lapide storica conservata nel borgo.

Nel corso dei secoli Santa Maria passò attraverso il controllo dei Fieschi-Ravaschieri, dei Landi e successivamente dei Farnese, accompagnando la storia politica dell’Appennino di confine.


Cronologia

VIII secolo
Tradizione della fondazione monastica da parte di monaci colombaniani provenienti da Bobbio.

Prima del 1150
Ricostruzione della chiesa in pietra di Lavagna.

1259
Consacrazione del santuario della Natività di Maria.

1393
Tommaso Ravaschieri ottiene amministrazione e usufrutto dei beni del santuario.

1536
La gestione passa al clero secolare dopo l’allontanamento dei monaci.

1552
Simone Ravaschieri vende i diritti su Santa Maria ad Agostino Landi.

1617
Descrizioni storiche ricordano il clima salubre e l’influenza dell’aria ligure.

1682
Passaggio nell’orbita dei Farnese.

1806 – 1834
Costruzione e completamento della nuova chiesa barocca.

1837 – 1843
Costruzione del campanile.

1872
Sviluppo industriale legato alla foresta del Monte Penna, al rame e al legname.

1887
Elevazione a pieve e titolo di Vicario Foraneo.

1891
Incoronazione della statua della Madonna.


Cosa vedere

Santuario della Natività di Maria

Il cuore spirituale del borgo, legato alla tradizione dei pellegrini e dei cammini appenninici.

Ponte dei Priori

Uno dei luoghi più suggestivi della valle, simbolo dei collegamenti storici tra Emilia e Liguria.

Monte Penna

Meta ideale per escursioni, fotografia naturalistica e panorami di crinale.

Passo del Bocco

Storica via di passaggio verso Chiavari e il Mar Ligure.

Boschi e sentieri

Faggete, castagneti e percorsi che collegano il borgo alle antiche vie medievali.


Il borgo dei viandanti

L’aspetto più affascinante di Santa Maria del Taro è proprio la sua funzione originaria di luogo d’accoglienza.

Per secoli qui arrivarono pellegrini, commercianti, religiosi e viaggiatori che attraversavano l’Appennino verso la Liguria.

Questa antica vocazione rende oggi Santa Maria una località perfetta per il turismo lento, i cammini storici e le escursioni di crinale.


Aria ligure e paesaggi di confine

Le descrizioni storiche raccontano Santa Maria del Taro come un luogo dal clima particolarmente salubre, aperto all’influenza del mare.

Qui la montagna parmense incontra davvero la Liguria: nei venti, nella vegetazione, nei percorsi e perfino nei toponimi.

Nomi come Codorso — anticamente “Cò d’Orso” — e Tana dell’Orso conservano ancora oggi la memoria di un paesaggio selvatico, abitato da boschi e animali che alimentavano l’immaginario delle comunità di crinale.


Il Monte Penna e la stagione industriale

Nel 1872 il territorio visse anche una stagione inattesa di sviluppo industriale.

Una società inglese acquistò la foresta del Monte Penna per sfruttare rame e legname di faggio, costruendo segherie e una delle prime funicolari aeree dell’Appennino locale.

È una storia poco conosciuta ma molto affascinante: la montagna di pellegrini e monaci che incontra l’industria moderna.


Personaggi e memoria

La storia del borgo si intreccia con figure religiose e nobiliari importanti:

  • Ferdinando Longinotti
  • Simone Ravaschieri
  • Fieschi
  • Landi

Un intreccio che racconta il ruolo strategico e religioso della località lungo i cammini dell’Appennino.


Perché visitarla

Santa Maria del Taro è ideale per chi cerca un Appennino di confine: santuari, boschi, cammini storici, panorami verso la Liguria e piccoli borghi immersi nella natura.

È una meta perfetta per escursionisti, fotografi, pellegrini e viaggiatori che vogliono scoprire uno dei luoghi più suggestivi dell’Alta Val Taro.

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