Setterone E Strepeto

Piccoli borghi di montagna tra emigrazione, silenzi e memoria dell’Appennino

Setterone e Strepeto sono due piccoli borghi dell’Alta Val Taro che raccontano il volto più autentico della montagna parmense.

Qui non si trovano grandi monumenti o piazze importanti. La loro forza sta altrove: nei paesaggi di quota, nelle strade silenziose, nelle case di pietra, nelle storie di emigrazione e nelle tradizioni che ancora oggi legano chi è partito ai luoghi d’origine.

Sono paesi da attraversare lentamente, osservando dettagli, ascoltando racconti e immaginando la vita quotidiana delle comunità appenniniche tra Ottocento e Novecento.


Setterone: il paese dei gelatieri emigranti

Setterone è profondamente legato alla storia dell’emigrazione verso la Gran Bretagna.

Molti abitanti partirono infatti per il Regno Unito, dove trovarono lavoro soprattutto come gelatieri e gestori di café italiani, entrando nella grande rete migratoria della Val Taro e della Val Ceno.

Il legame con il paese rimase fortissimo. Ancora oggi il 13 dicembre, festa di Santa Lucia, rappresenta simbolicamente il momento del ritorno: una data che per generazioni di emigranti è diventata occasione di incontro, memoria e identità condivisa.

Setterone racconta così un Appennino che non è mai stato isolato, ma collegato al mondo attraverso partenze, viaggi e ritorni.


Strepeto: il borgo delle strade difficili

Strepeto conserva invece il fascino dei paesi di crinale più duri e isolati.

Le descrizioni storiche parlano di strade “perfidissime e poco frequentate”, di inverni severi e di una vita segnata dagli spostamenti stagionali.

In alcune stagioni il borgo veniva quasi completamente abbandonato dagli abitanti, costretti a cercare lavoro e condizioni migliori altrove. È un dettaglio da leggere come testimonianza della durezza della vita appenninica e della continua necessità di adattamento delle comunità montane.

Il paese conserva una chiesa sorta intorno al Seicento e una forte atmosfera di confine, tra boschi, sentieri e territori rivolti verso la Liguria.


Cronologia

1800 circa
Sviluppo delle comunità montane e delle pratiche migratorie stagionali.

1804
Descrizioni storiche raccontano Strepeto come borgo isolato raggiungibile attraverso strade difficili.

13 dicembre
La festa di Santa Lucia diventa il momento simbolico del ritorno degli emigrati di Setterone.


Cosa vedere

Chiesa di Setterone

Piccolo centro religioso e comunitario del borgo.

Chiesa di Strepeto

Testimonianza della vita spirituale delle comunità di montagna.

Paesaggi di quota

Boschi, prati e strade di crinale tra Alta Val Taro e Liguria.

Percorsi verso Caneso e Alpe

Itinerari ideali per trekking, fotografia e turismo lento.

Antico mulino di Setterone

Memoria della vita produttiva rurale dell’Ottocento.


Tradizioni e racconti popolari

Uno degli aneddoti più curiosi riguarda le due statue di San Fermo, nate secondo la tradizione da una disputa sui confini dei campi e da un voto popolare.

A Strepeto, invece, la memoria locale racconta di antichi ritratti familiari trasformati in figure di imperatori romani all’interno della chiesa: una testimonianza affascinante di fantasia devozionale e cultura popolare.


Il tempo lento della montagna

La storia di Setterone e Strepeto parla soprattutto di un’umanità di montagna fatta di partenze, ritorni, stagioni e adattamenti.

Qui il paesaggio non è solo sfondo: è parte della vita quotidiana. Le strade difficili, i boschi, il clima e la distanza dai grandi centri hanno modellato il carattere delle comunità locali.

Ancora oggi questi borghi conservano un’atmosfera particolare, ideale per chi cerca silenzio, autenticità e memoria dell’Appennino.


Perché visitarli

Setterone e Strepeto sono perfetti per chi ama il turismo lento, la fotografia di borgo e i piccoli paesi fuori dai percorsi più conosciuti.

Sono luoghi ideali per scoprire l’Appennino delle storie familiari, dell’emigrazione e delle comunità di crinale che hanno mantenuto vivo il proprio legame con la montagna attraverso generazioni.

Articolo precedente
Articolo successivo