Alessandro Foà: Pubblicista Nato A Borgo Val Di Taro E Vittima Della Shoah

Una memoria di Borgotaro tra lettere, famiglia e deportazione

La storia di Alessandro Foà appartiene al nucleo più delicato e importante della memoria civile di Borgo Val di Taro.

Nato nel borgo appenninico e residente a Milano, Alessandro Foà lavorava come pubblicista. La sua vicenda permette di collegare l’Alta Val Taro alla storia delle persecuzioni antiebraiche e della deportazione durante la Seconda guerra mondiale.

Questa memoria è particolarmente significativa perché restituisce un volto umano e familiare agli eventi del Novecento. Non solo un nome inserito in una lista, ma una persona legata a una rete di affetti, lettere e relazioni.

Del suo percorso rimane infatti il ricordo di un carteggio inviato dal campo di Fossoli alla moglie Maria e al figlio Guido: testimonianze che trasformano la storia in memoria concreta e quotidiana.

La figura di Alessandro Foà permette così di raccontare anche un’altra dimensione di Borgotaro: quella della memoria civile, delle deportazioni e delle storie individuali travolte dalla guerra.


Cronologia

1944
Carteggio dal campo di Fossoli indirizzato alla famiglia.


Borgotaro e la memoria della guerra

La storia di Alessandro Foà si inserisce nel più ampio racconto del territorio durante la Seconda guerra mondiale.

L’Alta Val Taro fu attraversata da deportazioni, rastrellamenti, Resistenza e memorie civili che ancora oggi fanno parte dell’identità del territorio.

Queste vicende vengono ricordate attraverso monumenti, percorsi della memoria, testimonianze familiari e pietre d’inciampo che aiutano a mantenere viva la storia delle persone coinvolte.


Le lettere da Fossoli

L’aspetto più toccante della vicenda è rappresentato proprio dalle lettere e dal carteggio familiare.

Attraverso questi documenti emerge non soltanto la tragedia storica, ma anche la quotidianità interrotta: il rapporto con la moglie Maria, il legame con il figlio Guido, la necessità di mantenere viva una relazione affettiva anche dentro l’esperienza della persecuzione.

Per questo la storia di Alessandro Foà va raccontata con rispetto e attenzione, come parte della memoria collettiva dell’Appennino parmense.


Memoria e territorio

Raccontare figure come Alessandro Foà significa ampliare il modo in cui si guarda a Borgo Val di Taro.

Non solo castelli, boschi e gastronomia, ma anche memoria del Novecento, percorsi civili e storie individuali che aiutano a comprendere la complessità della storia italiana contemporanea.

Attribuzione: ASISP / Intesa Sanpaolo – Foà Alessandro.

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