Un itinerario della memoria nel cuore dell’Appennino
Passeggiando per Borgo Val di Taro si possono incontrare piccole targhe dorate incastonate tra i sampietrini delle strade.
Sono le pietre d’inciampo: segni discreti ma potentissimi che trasformano il centro storico in un percorso di memoria dedicato alle persone travolte dalla persecuzione, dalla deportazione e dalla guerra.
Qui la grande storia europea incontra la dimensione quotidiana di un borgo appenninico. Una pietra davanti a una casa, a un municipio o lungo una strada restituisce un nome, una vita e una storia a chi fu colpito dagli eventi del Novecento.
Le pietre d’inciampo di Borgotaro ricordano figure diverse ma unite dalla stessa tragedia storica:
- Dora Klein
- Alessandro Foà
- Bartolomeo Leonardi
- Giovanni Brattesani
Insieme formano una piccola mappa della memoria civile del paese.
Una memoria che attraversa la guerra
Le storie ricordate dalle pietre d’inciampo permettono di raccontare diversi aspetti della Seconda guerra mondiale.
La vicenda di Dora Klein richiama le persecuzioni antiebraiche e gli internamenti civili.
Quella di Alessandro Foà collega il borgo alla deportazione e alla memoria delle lettere inviate dal campo di Fossoli.
Le figure di Bartolomeo Leonardi e Giovanni Brattesani raccontano invece la storia degli Internati Militari Italiani dopo l’8 settembre 1943: soldati catturati e deportati nei campi di prigionia tedeschi.
Cronologia
1941
Internamento di Dora Klein.
1943
Arresto di Dora Klein e vicende degli internati militari dopo l’8 settembre.
1944
Deportazioni, prigionia e morti collegate alle storie ricordate dalle pietre.
2022
Posa delle pietre d’inciampo nel centro urbano di Borgotaro.
Un archivio a cielo aperto
La forza delle pietre d’inciampo sta proprio nella loro semplicità.
Non sono grandi monumenti, ma piccoli segni urbani capaci di riportare la memoria nella vita quotidiana del paese. Camminando tra le vie di Borgo Val di Taro, il visitatore incontra così una storia che non rimane chiusa nei libri o nei musei, ma torna a vivere nello spazio pubblico.
Ogni pietra è insieme memoria personale e memoria collettiva.
Un percorso nella Borgotaro del Novecento
Le pietre d’inciampo possono essere lette come parte di un itinerario più ampio dedicato alla storia del Novecento nell’Alta Val Taro.
Un percorso che collega:
- la Resistenza
- le deportazioni
- gli internamenti
- le zone libere partigiane del 1944
- la memoria civile del territorio
Attraverso questi luoghi il visitatore può scoprire un’altra dimensione di Borgotaro: non solo borgo storico e gastronomico, ma anche comunità profondamente segnata dagli eventi della guerra.
Perché visitarle
Le pietre d’inciampo di Borgo Val di Taro rappresentano una forma di turismo della memoria rispettoso e consapevole.
Sono un invito a rallentare, osservare e ricordare. Piccoli segni nel pavimento che trasformano le strade del borgo in un archivio a cielo aperto della storia europea del Novecento.