La fisarmonica della Val Ceno che arrivò fino a Londra
La storia di Romano Viazzani è uno dei racconti più affascinanti del legame tra l’Appennino parmense e il mondo della musica internazionale.
Nato a Londra nel 1966, Viazzani porta nelle proprie radici familiari il legame con la Val Ceno, terra d’origine della madre e luogo simbolo della tradizione della fisarmonica emigrante.
La sua vicenda rappresenta il naturale proseguimento di una lunga storia musicale partita dalle vallate appenniniche tra Otto e Novecento: musicisti emigrati, orchestre itineranti, balere, café europei e il celebre stile musette che rese famosi molti fisarmonicisti originari della Val Taro e della Val Ceno.
Nel corso della sua carriera, Romano Viazzani ha saputo unire tradizione popolare e musica contemporanea, mantenendo vivo il legame con le proprie origini appenniniche.
Uno dei momenti più significativi arrivò nel 2001, quando compose ed eseguì un concerto per fisarmonica e orchestra dedicato proprio alla Val Ceno. L’opera venne presentata durante il London Accordion Festival insieme all’orchestra della BBC, trasformando idealmente una valle dell’Appennino parmense in musica sinfonica.
La sua storia chiude simbolicamente il cerchio dell’emigrazione musicale appenninica: dai suonatori partiti dai piccoli paesi della montagna fino ai grandi palcoscenici internazionali.
Cronologia
1966
Nasce a Londra Romano Viazzani.
2001
Esegue il concerto dedicato alla Val Ceno insieme all’orchestra della BBC durante il London Accordion Festival.
Musica, emigrazione e identità
La fisarmonica è stata per decenni uno degli strumenti simbolo dell’emigrazione appenninica.
Molti musicisti originari della Val Taro e della Val Ceno portarono la propria musica in Francia, Inghilterra e in altre città europee, contribuendo alla nascita di orchestre, sale da ballo e tradizioni musicali ancora oggi ricordate.
La vicenda di Romano Viazzani rappresenta l’eredità contemporanea di quella storia.
Curiosità e tradizioni
L’immagine più suggestiva legata a Romano Viazzani è quella di una valle appenninica trasformata in partitura musicale.
Con il concerto dedicato alla Val Ceno, il paesaggio, le memorie familiari e la tradizione della fisarmonica diventano suono orchestrale, creando un ponte ideale tra l’Appennino parmense e Londra.