Una donna della Resistenza tra Lunigiana e Appennino parmense
La figura di Laura Seghettini è una delle più importanti per raccontare la Resistenza di confine tra Lunigiana, Liguria e Appennino parmense.
Pur non essendo originaria della Val Taro, la sua storia è profondamente legata alle montagne attraversate dalle formazioni partigiane durante la guerra: territori difficili, isolati e strategici, dove nacquero alcune delle esperienze più intense della Resistenza nell’Italia settentrionale.
Nata a Pontremoli nel 1922, Laura Seghettini lavorava come maestra elementare quando iniziò il proprio impegno antifascista.
All’inizio il suo ruolo fu legato alla stampa clandestina, ai collegamenti e agli aiuti alle prime bande partigiane. Successivamente scelse la montagna, entrando nella XII Brigata Garibaldi Ognibene, dove ricoprì il ruolo di vice commissaria.
Tra il 1944 e il 1945 partecipò attivamente alla Resistenza nelle aree di confine tra Parma, La Spezia e Lunigiana, contribuendo non soltanto all’organizzazione militare ma anche alla vita politica e civile delle brigate partigiane.
La sua vicenda è particolarmente importante perché permette di raccontare il ruolo delle donne nella Resistenza appenninica: non figure marginali, ma protagoniste dirette della lotta, dell’organizzazione e della sopravvivenza delle comunità partigiane.
Cronologia
1922
Nasce Laura Seghettini a Pontremoli.
1944
Entra nella Resistenza e nella XII Brigata Garibaldi Ognibene.
1945
Conclusione dell’attività partigiana con la Liberazione.
2006
Pubblicazione del libro Al vento del Nord, dedicato alla memoria della Resistenza.
Le montagne della Resistenza
La storia di Laura Seghettini si svolge nelle montagne di confine tra Lunigiana, Liguria e Appennino parmense.
Questi territori furono durante la guerra:
- rifugio delle brigate partigiane
- luoghi di collegamento clandestino
- aree di combattimento e rastrellamento
- spazi di organizzazione politica e civile
I sentieri che oggi attraversano boschi e crinali furono allora percorsi da staffette, combattenti e civili in fuga.
Donne e Resistenza
La figura di Laura Seghettini è fondamentale anche per comprendere il ruolo femminile nella Resistenza.
Molte donne parteciparono alla lotta partigiana come staffette, organizzatrici, infermiere, combattenti e commissarie politiche, assumendo responsabilità decisive nelle brigate di montagna.
La sua vicenda rompe quindi l’immagine di una Resistenza esclusivamente maschile e restituisce voce alle esperienze femminili dell’Appennino.
Dalla scuola alla montagna
Uno degli aspetti più forti della sua storia è proprio il passaggio dalla vita civile alla scelta della lotta partigiana.
Da maestra elementare a vice commissaria della brigata, Laura Seghettini rappresenta una generazione di giovani che, durante la guerra, si trovò costretta a prendere decisioni radicali.
La montagna diventò così non soltanto luogo geografico, ma spazio di scelta politica e morale.
Cosa vedere e raccontare
Percorsi della Resistenza appenninica
Sentieri e luoghi legati alle brigate partigiane tra Parma e Lunigiana.
Pontremoli
Punto di partenza ideale per comprendere i collegamenti storici tra Lunigiana e Appennino parmense.
Crinali tra Taro, Ceno e Magra
Paesaggi che durante la guerra furono territori di confine e rifugio.
Luoghi della XII Brigata Garibaldi “Ognibene”
Aree legate alla memoria della Resistenza e delle formazioni partigiane dell’Appennino.
Perché raccontarla
La figura di Laura Seghettini permette di ampliare il racconto storico dell’Appennino parmense.
Non soltanto castelli, borghi e paesaggi naturali, ma anche memoria civile, Resistenza e storie di donne che vissero la montagna come luogo di lotta, coraggio e trasformazione personale.