Da Borgo Val di Taro ai campi di battaglia d’Europa e della Grecia
Nel corso della sua storia, Borgo Val di Taro ha visto partire uomini diretti verso città vicine, altri verso le Americhe e altri ancora verso luoghi lontanissimi.
Tra le figure più sorprendenti dell’Ottocento emerge quella di Francesco Basetti, nato nel 1791.
La sua vita attraversa alcuni dei grandi avvenimenti della storia europea: le campagne napoleoniche, la tragica spedizione in Russia, la battaglia di Waterloo e infine la guerra d’indipendenza della Grecia.
È una biografia che sembra appartenere a un romanzo d’avventura, ma che affonda le proprie radici in un piccolo borgo dell’Appennino parmense.
Per il visitatore di oggi, Francesco Basetti rappresenta una delle figure che meglio dimostrano come anche le vallate del Taro fossero profondamente collegate agli eventi che cambiarono l’Europa nel XIX secolo.
Un ragazzo dell’Appennino
Quando Francesco Basetti nacque, nel 1791, Borgo Val di Taro era una comunità di confine attraversata da commerci, viaggiatori e soldati.
L’Europa stava entrando in uno dei periodi più turbolenti della sua storia.
Le guerre rivoluzionarie francesi e, poco dopo, l’ascesa di Napoleone avrebbero modificato il destino di intere generazioni.
Anche un giovane nato tra le montagne dell’Appennino si trovò coinvolto in quegli eventi.
La sua storia dimostra quanto rapidamente le vicende locali potessero intrecciarsi con quelle del continente.
Nell’esercito napoleonico
Da giovane Basetti si arruolò nell’esercito francese.
Per molti italiani dell’epoca il servizio militare rappresentava una scelta complessa, spesso dettata dalle trasformazioni politiche e territoriali provocate dall’espansione napoleonica.
L’esercito dell’Impero riuniva uomini provenienti da numerose regioni d’Europa e li conduceva in campagne militari che attraversavano migliaia di chilometri.
Per un ragazzo di Borgotaro significava lasciare definitivamente le montagne per confrontarsi con un mondo molto più vasto.
La campagna di Russia
Nel 1812 Francesco Basetti partecipò alla campagna di Russia, una delle imprese più drammatiche dell’età napoleonica.
L’avanzata dell’esercito imperiale si trasformò rapidamente in una lunga ritirata segnata dal freddo, dalla fame e dalle enormi perdite umane.
Per i soldati che riuscirono a sopravvivere quell’esperienza rimase una prova destinata a segnare tutta la vita.
Anche Basetti attraversò uno degli episodi più tragici della storia militare europea.
Sassonia e Waterloo
La guerra proseguì.
Nel 1813 prese parte alla campagna di Sassonia, mentre nel 1815 si trovò coinvolto negli eventi che culminarono nella celebre battaglia di Battaglia di Waterloo.
Con la sconfitta definitiva di Napoleone si concluse una stagione che aveva cambiato profondamente l’Europa.
Per molti soldati iniziava una nuova fase della vita.
Anche Francesco Basetti fece ritorno nei territori italiani.
Il ritorno e il Ducato
Dopo le campagne napoleoniche entrò nel Reggimento Maria Luigia, legato al nuovo Ducato di Parma.
La sua esperienza militare, però, non era destinata a concludersi.
Il desiderio di continuare a combattere per una causa considerata giusta lo avrebbe portato ancora una volta lontano dalla sua terra.
Verso la Grecia
Negli anni Venti dell’Ottocento molti volontari europei raggiunsero la Grecia per sostenere la lotta contro l’Impero ottomano.
Tra loro vi fu anche Francesco Basetti.
La guerra d’indipendenza greca suscitò infatti un forte entusiasmo in numerosi paesi europei, dove il sostegno alla causa ellenica veniva interpretato come una battaglia per la libertà di un popolo.
Basetti decise di unirsi a questa impresa.
L’ultima battaglia
La sua avventura si concluse nel 1825.
Morì combattendo nel villaggio di Maniati, in Arcadia.
La sua esistenza, iniziata tra le montagne della Val Taro, terminò così sulle terre della Grecia, lontano dalla patria ma all’interno di uno dei grandi movimenti politici e culturali dell’Ottocento europeo.
La sua vicenda unisce in modo straordinario l’Appennino, l’età napoleonica e il nascente sentimento di libertà dei popoli europei.
La memoria di un eroe
Dopo la sua morte, alcuni giornali dell’epoca lo accostarono alla figura di Leonida, il leggendario re spartano.
Questo paragone appartiene alla retorica patriottica del tempo e riflette l’ammirazione suscitata dalla sua scelta di combattere per la causa greca.
Più che un giudizio storico, rappresenta il modo in cui i contemporanei interpretarono il suo sacrificio.
Anche a Borgo Val di Taro il suo ricordo è rimasto vivo attraverso la memoria cittadina e l’intitolazione di spazi pubblici.
Borgotaro e l’Europa
La storia di Francesco Basetti ricorda che l’Appennino non è mai stato isolato.
Le sue comunità hanno partecipato ai grandi avvenimenti europei attraverso uomini che partirono per guerre, spedizioni e imprese lontane.
La sua biografia è una delle più internazionali tra quelle legate a Borgo Val di Taro.
Una storia che collega il piccolo borgo appenninico a Mosca, Lipsia, Waterloo e alla Grecia.
Cronologia
1791
Nasce a Borgo Val di Taro.
1812
Partecipa alla campagna di Russia.
1813
Combatte nella campagna di Sassonia.
1815
Prende parte agli eventi della Battaglia di Waterloo.
1825
Muore combattendo in Grecia durante la guerra d’indipendenza.
Cosa vedere
Borgo Val di Taro
Il luogo dove ebbe origine la sua straordinaria vicenda.
Il centro storico
Per conoscere il contesto da cui partirono molti protagonisti della storia europea.
I luoghi della memoria cittadina
Dedicati ai personaggi che hanno contribuito alla storia nazionale e internazionale.
Perché ricordarlo
Francesco Basetti è una delle figure più affascinanti nate a Borgo Val di Taro.
La sua vita racconta un Ottocento fatto di viaggi, guerre, ideali e profondi cambiamenti politici.
Attraverso il suo percorso il visitatore comprende come anche una piccola comunità appenninica fosse collegata ai grandi eventi della storia europea.
La sua biografia rappresenta un ponte tra la Val Taro e il continente.
Una storia di coraggio e di movimento che attraversa montagne, imperi e popoli, ricordando che l’orizzonte delle vallate è sempre stato molto più ampio dei loro confini geografici.