Una cultura dell’Appennino tra boschi, mercati e memoria collettiva
Il Fungo Porcino di Borgotaro IGP non è soltanto un prodotto gastronomico: è una vera cultura della montagna.
Tra Borgo Val di Taro, Albareto, Bedonia, Compiano e Tornolo il bosco ha costruito per secoli un’identità fatta di raccolta, lavoro, conoscenze tramandate, mercati, ricette e relazioni comunitarie.
Qui il fungo non appartiene solo all’autunno. Organizza il calendario della valle, le passeggiate nei boschi, i racconti di famiglia, le fiere, le regole della raccolta e perfino la memoria collettiva delle comunità appenniniche.
Nel 1993 il Porcino di Borgotaro ottenne il riconoscimento IGP, diventando uno dei simboli gastronomici più importanti dell’Appennino italiano. Ma la sua storia è molto più antica.
Già nel Seicento i funghi secchi venivano inviati alle corti ducali, mentre nei secoli successivi la raccolta rappresentò una risorsa economica fondamentale per molte famiglie della montagna.
Donne, uomini e bambini trascorrevano giornate intere nei boschi, raccogliendo, essiccando e vendendo i porcini ai mercanti diretti verso Genova, la Liguria e i grandi mercati italiani.
Cronologia
1606
Funghi secchi della valle vengono inviati a Ranuccio I Farnese.
XVII secolo
I porcini rappresentano già una risorsa economica importante per le comunità locali.
1893
Famiglie della valle raccolgono, essiccano e vendono funghi ai mercanti diretti verso Genova.
1920
Nascono attività di lavorazione e conservazione dei porcini nella zona di Bedonia.
1928
A Borgo Val di Taro viene pubblicato uno dei primi regolamenti italiani dedicati al mercato dei funghi.
1957
Nasce il Consorzio delle Comunalie Parmensi.
1964
Viene istituita una riserva per la raccolta sostenibile dei funghi.
1983
Nasce il Centro Studi per la Flora Mediterranea.
1989
Presentazione della richiesta di riconoscimento europeo.
1993
Riconoscimento IGP del Fungo Porcino di Borgotaro IGP.
1996
La denominazione ottiene piena valorizzazione territoriale e promozionale.
2002
Gemellaggio tra la Fiera del Fungo e la città di Alba.
2007
La Fiera Nazionale del Fungo Porcino di Albareto ottiene riconoscimento nazionale.
2022
Inaugurazione delle due sedi del Museo del Fungo Porcino.
Il bosco come cultura
Nell’Alta Val Taro il bosco è stato per secoli quasi una seconda piazza.
Qui si lavorava, si cercavano funghi, si trasmettevano segreti e conoscenze familiari, si costruivano relazioni e perfino rivalità amichevoli tra raccoglitori.
La ricerca del porcino richiede esperienza: conoscere le stagioni, l’umidità, il tipo di bosco, le faggete, i castagneti e i ritmi della montagna.
Per questo il turista che arriva in valle non incontra solo un prodotto tipico, ma entra dentro una vera cultura del bosco.
Il mercato di Porta Portello
Uno dei luoghi simbolo della storia del fungo è il mercato di Porta Portello a Borgo Val di Taro.
Qui arrivavano raccoglitori provenienti da Albareto, Valdena, Tarsogno e dagli altri paesi della valle.
Le fonti storiche ricordano donne e uomini con sacchi o federe cariche di funghi secchi e freschi, pronti per essere venduti ai mercanti diretti anche verso Inghilterra e America.
Il mercato era insieme luogo economico e scena sociale della montagna.
Le fiere del fungo
Oggi la tradizione continua attraverso le grandi manifestazioni dedicate al porcino.
Fiera Nazionale del Fungo Porcino di Albareto
Ogni ottobre trasforma Albareto nella capitale del fungo.
Fiera del Fungo Porcino IGP di Borgotaro
Celebra il rapporto tra bosco, cucina e territorio.
Queste manifestazioni uniscono gastronomia, turismo, musica, escursioni e valorizzazione culturale della montagna.
Il Museo del Fungo
Il Museo del Fungo Porcino racconta la storia completa del porcino attraverso due sedi:
- il Museo delle Mura a Borgo Val di Taro
- il Palazzo della Comunalia a Albareto
Il percorso espositivo affronta:
- habitat e biodiversità
- raccolta tradizionale
- cucina e ricette
- economia della montagna
- storia dei mercati
- cultura del bosco
Strada del Fungo Porcino
Il tema del fungo può diventare anche un grande itinerario turistico.
La “Strada del Fungo Porcino” collega infatti:
- Berceto
- Borgo Val di Taro
- Albareto
- Compiano
- Bedonia
- Tornolo
Boschi, comunalie, mercati, musei, ricette e paesaggi diventano così parte di un’unica grande narrazione dell’Appennino parmense.
Perché scoprirlo
Il Fungo Porcino di Borgotaro IGP è uno dei modi migliori per entrare nell’anima dell’Alta Val Taro.
Attraverso il fungo si scoprono boschi, borghi, tradizioni, mercati, storie di emigrazione e vita quotidiana della montagna.
Non è soltanto gastronomia: è un paesaggio culturale fatto di natura, lavoro e memoria collettiva.