Bartolomeo Leonardi E Giovanni Brattesani: Borgotaresi Ricordati Dalle Pietre D’Inciampo

Due giovani di Borgotaro, una guerra mondiale e una memoria che torna nelle strade del paese

Passeggiando oggi nel centro di Borgo Val di Taro può capitare di abbassare lo sguardo e incontrare una piccola pietra incastonata nel selciato.

Non è un monumento imponente.

Non domina una piazza né si vede da lontano.

Eppure racconta una storia enorme.

Le pietre d’inciampo dedicate a Bartolomeo Leonardi e Giovanni Brattesani ricordano una delle pagine meno conosciute della Seconda guerra mondiale: quella degli Internati Militari Italiani.

Le loro vicende aiutano a comprendere come anche un piccolo paese dell’Appennino sia stato coinvolto negli eventi che hanno attraversato l’Europa del Novecento.


Dopo l’8 settembre

Quando si parla di deportazioni durante la guerra si pensa spesso ai campi di concentramento e alle persecuzioni razziali.

Esiste però un’altra storia, meno conosciuta ma altrettanto importante.

Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 migliaia di militari italiani furono catturati dalle forze tedesche.

Molti di loro rifiutarono di aderire alle nuove strutture militari fasciste e per questo furono deportati e internati.

Tra quei soldati c’erano anche giovani provenienti da Borgo Val di Taro.

Bartolomeo Leonardi e Giovanni Brattesani appartengono a questa storia.

Non erano figure politiche o personaggi pubblici. Erano uomini comuni, travolti da eventi più grandi di loro.


Bartolomeo Leonardi

Bartolomeo Leonardi nacque a Borgo Val di Taro nel 1917.

Come molti giovani della sua generazione visse gli anni segnati dalla guerra e dalla mobilitazione militare.

Dopo l’armistizio entrò nella lunga vicenda degli internamenti che coinvolsero migliaia di soldati italiani.

La sua storia si concluse nel 1945, lontano dalla sua terra d’origine.

Oggi il suo nome è tornato a vivere nel luogo da cui era partito.


Giovanni Brattesani

Giovanni Brattesani nacque a Borgo Val di Taro nel 1920.

Anche la sua vita fu spezzata dagli eventi successivi all’8 settembre 1943.

Internato dopo la cattura, morì nel 1944 durante la prigionia.

La sua vicenda rappresenta una delle tante storie individuali che compongono il dramma degli Internati Militari Italiani.

Dietro i numeri e le statistiche esistono persone, famiglie e paesi che attesero inutilmente un ritorno.


Le pietre d’inciampo

Nel 2022 Borgo Val di Taro ha scelto di ricordare Bartolomeo Leonardi e Giovanni Brattesani attraverso le pietre d’inciampo.

Il significato di questi piccoli memoriali è particolarmente forte.

Non si trovano in un museo né in un cimitero monumentale.

Sono collocate nei luoghi della vita quotidiana.

Chi passa davanti a una casa, attraversa una strada o entra in una piazza può imbattersi nei loro nomi e fermarsi a riflettere.

La memoria ritorna così nel punto esatto da cui era partita.


Una storia europea che torna in paese

Uno degli aspetti più significativi di queste vicende è proprio questo.

Le deportazioni, la guerra e la prigionia sembrano eventi lontani, appartenenti a grandi scenari internazionali.

Le pietre d’inciampo mostrano invece il contrario.

Ricordano che quelle storie coinvolsero persone nate nelle stesse strade che oggi percorrono residenti e visitatori.

La grande storia europea incontra la storia locale.

Il Novecento torna a essere una vicenda umana e concreta.


Cronologia

1917
Nasce Bartolomeo Leonardi a Borgo Val di Taro.

1920
Nasce Giovanni Brattesani a Borgo Val di Taro.

1943
Dopo l’armistizio entrambi vengono coinvolti nella vicenda degli Internati Militari Italiani.

1944
Muore Giovanni Brattesani durante la prigionia.

1945
Muore Bartolomeo Leonardi.

2022
Vengono posate le pietre d’inciampo dedicate alla loro memoria.


Un percorso della memoria nel centro di Borgotaro

Le pietre dedicate a Leonardi e Brattesani fanno parte di un più ampio percorso della memoria che attraversa il borgo.

Accanto alle loro storie emergono quelle di altre persone che hanno vissuto persecuzioni, deportazioni e discriminazioni durante la guerra.

Questo itinerario consente di leggere Borgo Val di Taro non soltanto come centro storico dell’Appennino, ma anche come luogo in cui la memoria del Novecento continua a essere custodita e raccontata.


Cosa vedere

Le pietre d’inciampo di Borgo Val di Taro

Piccoli memoriali che riportano la memoria della guerra nelle strade del paese.

Il centro storico di Borgo Val di Taro

Il contesto urbano in cui queste vicende hanno avuto origine.

I luoghi della memoria del Novecento

Percorsi che collegano la storia della Resistenza, delle deportazioni e degli internamenti.

Le altre pietre dedicate a Dora Klein e Alessandro Foà

Un itinerario che unisce storie diverse ma profondamente intrecciate.


Perché ricordarli

Le storie di Bartolomeo Leonardi e Giovanni Brattesani insegnano che la memoria non riguarda soltanto grandi personaggi o eventi straordinari.

Riguarda persone comuni.

Riguarda giovani che partirono da un paese dell’Appennino e non riuscirono a tornare.

Le pietre d’inciampo permettono di restituire loro un posto nella comunità e ricordano a chi visita Borgo Val di Taro che anche le strade più tranquille custodiscono pagine importanti della storia europea.

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