Il mare lontano che cambiò per sempre la storia della Val Taro e della Val Ceno
Ci sono eventi che avvengono a migliaia di chilometri di distanza eppure riescono a lasciare un segno profondo nei piccoli paesi di montagna.
La tragedia dell’Affondamento dell’Arandora Star è uno di questi eventi.
Per comprendere davvero la storia dell’emigrazione della Val Taro e della Val Ceno non basta visitare i borghi, osservare le fotografie di famiglia o leggere le insegne dei café italiani in Galles. Bisogna anche ricordare questa pagina dolorosa, che colpì profondamente le comunità di Borgo Val di Taro e Bardi.
Il 2 luglio 1940 il transatlantico Arandora Star venne affondato nell’Atlantico mentre trasportava verso il Canada centinaia di internati italiani e tedeschi.
Molti di loro erano emigranti che vivevano da anni nel Regno Unito. Gestivano café, gelaterie, negozi e piccole attività commerciali. Avevano costruito famiglie, lavoro e comunità. Con lo scoppio della guerra furono improvvisamente considerati cittadini di paesi nemici e sottoposti all’internamento.
Tra quei passeggeri c’erano anche molti uomini provenienti dalle montagne dell’Appennino parmense.
L’affondamento provocò circa 446 vittime italiane.
Tra queste, numerosi emigranti originari dell’Alta Val Taro e della Val Ceno. La memoria locale ricorda in particolare il forte tributo pagato da Borgo Val di Taro e da Bardi, da cui provenivano decine di vittime.
Per molti paesi della valle quel giorno significò perdere padri, fratelli, figli e mariti che non sarebbero mai più tornati.
Una tragedia che attraversa l’oceano
Per comprendere il significato dell’Arandora Star bisogna immaginare l’emigrazione appenninica del primo Novecento.
Molti uomini erano partiti da piccoli paesi come Bardi, Borgo Val di Taro, Bedonia e dalle frazioni della montagna per lavorare in Galles, in Scozia e in Inghilterra.
Gestivano gelaterie, café e attività familiari. Erano diventati parte integrante della società britannica.
La guerra interruppe improvvisamente questa normalità.
Le famiglie della valle si trovarono a ricevere notizie frammentarie, spesso dopo settimane o mesi di attesa. In molti casi non vi fu una tomba da visitare né una cerimonia di addio.
Rimasero soltanto nomi, lettere e ricordi.
Cronologia
2 luglio 1940
Affondamento dell’Affondamento dell’Arandora Star nell’Atlantico.
1940
Muoiono circa 446 cittadini italiani deportati verso il Canada.
Seconda metà del Novecento
Nascono memoriali, commemorazioni e percorsi di memoria dedicati alle vittime.
Da Bardi e Borgotaro al Galles
L’Arandora Star è strettamente legata alla storia dei gelatieri e dei café italiani nel Regno Unito.
Molti dei passeggeri provenivano proprio da quelle famiglie che avevano costruito una rete economica e sociale tra l’Appennino parmense e il Galles.
I cognomi che ancora oggi si incontrano nella storia dell’emigrazione – Berni, Sidoli, Carini, Bracchi e molti altri – appartengono allo stesso mondo umano che fu colpito dalla tragedia del 1940.
Per questo motivo l’Arandora Star non è soltanto una vicenda marittima: è una pagina fondamentale della storia della diaspora valtarese e valcenese.
Colonsay e la memoria condivisa
Uno degli aspetti più toccanti di questa storia riguarda il rapporto nato negli anni tra le comunità dell’Appennino parmense e alcuni luoghi della Scozia.
In particolare l’isola di Colonsay è diventata un simbolo della memoria dell’Arandora Star.
Il ritrovamento e la sepoltura di alcune vittime hanno creato un legame umano e civile che continua ancora oggi attraverso commemorazioni, incontri e iniziative dedicate alla memoria degli emigranti scomparsi.
È una storia che unisce montagne e oceano, Appennino e Atlantico.
Una memoria da custodire
Visitando oggi Bardi, Borgo Val di Taro e gli altri paesi dell’alta valle, è facile lasciarsi conquistare dai castelli, dai boschi e dai paesaggi.
L’Arandora Star ricorda però un’altra dimensione del territorio: quella dell’emigrazione.
Dietro molte case, molte famiglie e molti racconti si nasconde una storia di partenze verso il Regno Unito, di lavoro costruito lontano da casa e, in alcuni casi, di vite spezzate dalla guerra.
Cosa raccontare al visitatore
Questa storia può essere collegata a:
- Bardi
- Borgo Val di Taro
- le famiglie dei gelatieri emigrati nel Galles
- la diaspora della Val Taro e della Val Ceno
- i percorsi dedicati all’emigrazione appenninica
- le storie di Benedetto Sidoli, Frank Berni e delle altre famiglie partite dalla valle
Perché ricordarla
L’Arandora Star è una delle memorie più importanti dell’Appennino parmense contemporaneo.
Raccontarla significa comprendere che la storia della Val Taro e della Val Ceno non si è svolta soltanto tra castelli e montagne, ma anche nelle città del Regno Unito, sulle rotte dell’emigrazione e nelle vicende che hanno segnato il Novecento europeo.
È una storia di partenze, speranze, lavoro e memoria. Una storia che continua ancora oggi a unire le comunità della valle con i loro discendenti sparsi nel mondo.