Terre di frontiera tra castelli, boschi e vie dell’Appennino
L’Alta Val Taro e la Val Ceno non sono soltanto due valli dell’Appennino parmense: sono un grande territorio di passaggio, incontro e memoria.
Qui i confini non hanno mai separato davvero. Per secoli queste montagne hanno collegato Emilia, Liguria e Toscana attraverso passi, mulattiere e vie commerciali percorse da pellegrini, mercanti, soldati, emigranti e partigiani.
Le due valli vanno raccontate come un sistema unico: i fiumi Taro e Ceno, i crinali verso il mare, i castelli sulle alture e i borghi sorti lungo le vie di transito spiegano ancora oggi il paesaggio e la storia del territorio.
I comuni dell’Alta Val Taro comprendono Albareto, Bedonia, Borgo Val di Taro, Compiano e Tornolo.
La Val Ceno comprende invece Bardi, Bore, Pellegrino Parmense, Varano de’ Melegari e Varsi.
Ma la vera identità di queste terre nasce molto prima degli attuali confini comunali. Già nella preistoria cacciatori e raccoglitori frequentavano zone come il Lago Buono e il Passo del Borgallo. Nel Medioevo, invece, il territorio si organizzò attorno a pievi, monasteri, castelli e ospizi di montagna che controllavano le strade verso la Lunigiana, la Liguria e la Pianura Padana.
Qui si incontravano i poteri dei monasteri di Bobbio, i vescovi di Luni, le grandi famiglie feudali come Fieschi, Malaspina, Landi e, più tardi, i Farnese.
Le montagne non erano isolate: erano corridoi strategici. I castelli controllavano valichi e commerci, le pievi raccoglievano villaggi sparsi, i boschi fornivano legname, pascoli e funghi, mentre le vie storiche univano mondi diversi.
Un territorio di cammini e passaggi
L’Appennino delle due valli è attraversato da una fitta rete di itinerari storici:
- Via degli Abati
- antiche mulattiere di crinale
- percorsi verso il Passo del Borgallo e il Brattello
- vie di collegamento tra Emilia, Liguria e Toscana
Queste strade furono percorse nei secoli da pellegrini, mercanti, eserciti e contrabbandieri. Durante la Resistenza, tra il 1943 e il 1945, gli stessi sentieri divennero luoghi fondamentali per partigiani e popolazione civile.
Cronologia
Preistoria e Mesolitico
Frequentazioni umane documentate nelle aree del Lago Buono e del Passo del Borgallo.
744
Il monastero di San Michele in Val Noveglia testimonia l’organizzazione religiosa e viaria altomedievale dell’Appennino.
884
Bedonia è ricordata come importante pieve di crinale.
1943 – 1945
Le due valli diventano territorio centrale della Resistenza appenninica.
Castelli, pievi e borghi
Il paesaggio dell’Alta Val Taro e della Val Ceno è costruito attorno a un sistema di castelli, santuari, pievi e nuclei storici.
Tra i luoghi simbolo:
- Fortezza di Bardi
- Castello di Compiano
- Castello di Varano De’ Melegari
- Santuario della Madonna di San Marco
- Pieve di Santa Maria Assunta
Ogni borgo conserva una storia diversa: feudale, religiosa, commerciale o legata all’emigrazione.
Natura e cultura del bosco
Boschi, torrenti e pascoli sono parte fondamentale dell’identità delle due valli.
Il territorio è celebre per:
- il Fungo Porcino di Borgotaro IGP
- i castagneti storici
- le cascate e le vallate del Taro e del Ceno
- i percorsi naturalistici e panoramici
- la tradizione dei diritti collettivi sui boschi
La cultura del fungo, della raccolta e della montagna continua ancora oggi a scandire stagioni, feste e mercati locali.
Emigrazione e memoria
Dalle due valli partirono migliaia di emigranti diretti verso Francia, Inghilterra, Svizzera e Americhe.
Molte famiglie della diaspora appenninica crearono café, gelaterie e attività commerciali soprattutto in Galles e nel Regno Unito, mantenendo vivo il legame con i paesi d’origine.
Questa memoria attraversa ancora oggi racconti familiari, cognomi, fotografie e tradizioni musicali.
L’anima delle due valli
L’immagine più efficace per raccontare queste terre è quella della “frontiera abitata”.
Qui il confine non è mai stato una linea fissa: nel corso dei secoli cambia tra monasteri, signorie, ducati e stati diversi. E proprio questa continua trasformazione ha lasciato nel territorio dialetti, architetture, devozioni e culture profondamente intrecciate.
Visitare l’Alta Val Taro e la Val Ceno significa quindi attraversare un Appennino autentico, fatto di castelli, boschi, memoria e vie storiche che ancora oggi collegano montagne, pianura e mare.