Via Marialonga E Variante Bardi-Bedonia-Tornolo Verso Il Mare

Il cammino che unisce l’Appennino al mare

Per secoli gli abitanti dell’Appennino non hanno guardato le montagne come un ostacolo.

Le hanno percorse.

Le hanno attraversate con muli carichi di merci, pellegrini diretti ai santuari, mercanti, boscaioli e viaggiatori.

Tra questi antichi percorsi, uno dei più affascinanti è la Via Marialonga, un itinerario che collega Fornovo di Taro a Sestri Levante, attraversando l’Appennino e arrivando fino al Mar Ligure.

Il suo nome custodisce una promessa semplice e potente, tramandata dalla tradizione locale: “Marialonga porta al mare.”

È una frase che racconta perfettamente il significato di questo cammino.

Le montagne non erano il punto di arrivo.

Erano il ponte che collegava la Pianura Padana alle coste della Liguria.

Per il visitatore di oggi la Via Marialonga è molto più di un percorso escursionistico.

È un viaggio nella storia dell’Appennino, tra castelli, borghi, boschi e paesaggi che per secoli hanno visto passare uomini, animali e merci.


Un cammino tra due mondi

La Via Marialonga attraversa due regioni, Emilia-Romagna e Liguria, collegando territori che per secoli hanno vissuto in stretto rapporto economico e culturale.

L’itinerario si sviluppa per circa 144 chilometri, attraversa quattro province, coinvolge quindici comuni ed è suddiviso in sette tappe.

Ogni tratto racconta un Appennino diverso.

Si passa dalle valli del Taro ai crinali, dai boschi alle rocce ofiolitiche, fino ai profumi del Mediterraneo.

Il viaggio diventa così un continuo cambiamento di paesaggio.


La strada che portava al mare

Molto prima di diventare un cammino escursionistico, la Via Marialonga era una strada di lavoro.

Le comunità montane la percorrevano per raggiungere i mercati della costa e per trasportare prodotti indispensabili alla vita quotidiana.

Dal mare arrivavano sale, olio e merci mediterranee.

Dall’Appennino partivano legname, prodotti agricoli, bestiame e manufatti.

Ogni viaggio rappresentava uno scambio tra due mondi diversi ma profondamente collegati.


Tra castelli e rocce antiche

Uno degli aspetti più affascinanti della Via Marialonga è la varietà del paesaggio.

Lungo il percorso si incontrano antiche fortificazioni che dominavano le vallate, piccoli borghi in pietra e spettacolari affioramenti di ofioliti, rocce nate milioni di anni fa sul fondo di antichi oceani.

Camminare lungo questo itinerario significa attraversare contemporaneamente la storia dell’uomo e quella della Terra.

Ogni tappa offre una lettura diversa del territorio.


Fornovo, la porta dell’Appennino

Il cammino inizia a Fornovo di Taro, storico punto di incontro tra la pianura e la montagna.

Da qui il percorso sale progressivamente verso l’Appennino, seguendo antiche direttrici percorse nei secoli da pellegrini, commercianti ed eserciti.

Fornovo rappresenta la soglia naturale tra due paesaggi.

Da un lato la pianura.

Dall’altro la montagna che conduce verso il mare.


Il mare come orizzonte

Uno degli elementi più suggestivi della Via Marialonga è proprio la direzione del viaggio.

Molti cammini conducono verso una città, un santuario o una vetta.

La Marialonga conduce verso il mare.

Questa prospettiva cambia completamente il modo di leggere il paesaggio.

Ogni salita avvicina alla costa.

Ogni valico rappresenta un passo verso un orizzonte che, dopo giorni di cammino, si apre improvvisamente sul Mar Ligure.


Una nuova variante per la Val Taro e la Val Ceno

La storia della Via Marialonga continua ancora oggi.

Nel 2025 è iniziato il lavoro di tracciatura di una nuova variante destinata a collegare Bardi, Bedonia e Tornolo.

Questo nuovo itinerario amplia il valore del cammino, mettendo in relazione la Val Ceno e la Val Taro con l’Alta Via e con la costa ligure.

Si tratta di un progetto che rafforza ulteriormente il ruolo dell’Appennino come territorio di collegamento e non di separazione.


Un cammino tra storia e natura

La Via Marialonga permette di attraversare paesaggi molto diversi tra loro.

Boschi di faggio, castagneti, antiche mulattiere, piccoli ponti in pietra, pascoli e borghi medievali accompagnano il viaggiatore lungo tutto il percorso.

Ogni tappa racconta un frammento della storia delle vallate.

Le montagne diventano così un grande museo all’aria aperta.


Camminare lentamente

La Marialonga invita a riscoprire il ritmo del viaggio antico.

Non si percorre per arrivare in fretta.

Si percorre per osservare.

Per ascoltare il rumore dei boschi.

Per attraversare paesi che conservano ancora la loro identità.

Per comprendere che l’Appennino è stato, per secoli, un territorio di incontri.


Cronologia

Percorso storico
Antica direttrice commerciale tra Appennino e Mar Ligure.

2025
Avvio della tracciatura della variante Bardi–Bedonia–Tornolo, destinata a collegare la Via Marialonga con la Val Ceno e l’Alta Val Taro.


Cosa vedere

Fornovo di Taro

Punto di partenza storico del cammino.

Bardi

Uno dei principali collegamenti della nuova variante.

Bedonia

Nodo naturale tra la Val Taro e i percorsi appenninici.

Tornolo

Porta verso i crinali dell’Appennino.

Sestri Levante

Lo sbocco finale del cammino sul Mar Ligure.


Perché percorrerla

La Via Marialonga racconta un Appennino diverso da quello immaginato da molti.

Non una barriera geografica, ma una strada.

Un territorio che per secoli ha collegato la Pianura Padana al Mediterraneo.

Attraverso boschi, castelli e antichi borghi il visitatore scopre una montagna che viveva di commerci, incontri e viaggi.

Il motto “Marialonga porta al mare” continua ancora oggi a descrivere perfettamente il significato di questo itinerario.

Non è soltanto una direzione geografica.

È un invito a guardare l’orizzonte.

A capire che ogni sentiero dell’Appennino può trasformarsi in una strada verso il mondo.

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