Strela

Un borgo della Val Ceno tra strade, memoria e Resistenza

Strela è una piccola frazione dell’Appennino parmense che custodisce una storia intensa e profonda.

Paese agricolo e luogo di passaggio tra vallate, Strela racconta insieme la vita quotidiana della montagna e una delle pagine più dolorose della storia della Val Ceno durante la Seconda guerra mondiale.

Il nome del borgo viene collegato a “Stradella”, richiamando il ruolo storico di luogo attraversato da sentieri e collegamenti verso Bardi, Borgo Val di Taro, Compiano e Bedonia.

Questa posizione strategica ha reso Strela, nel corso dei secoli, un piccolo nodo di collegamento tra comunità, commerci e percorsi di crinale.

La memoria del territorio conserva anche antichi toponimi come Caboara e Roncodesiderio, legati alla storia medievale dei Landi.

La parrocchia del borgo nacque tra Cinquecento e Seicento, accompagnando lo sviluppo della comunità rurale.

Nel Novecento Strela divenne anche un importante centro agricolo della valle. Durante gli anni della cosiddetta “battaglia del grano”, il territorio veniva ricordato per la produttività dei campi e per il lavoro della comunità locale, sostenuta anche dall’impegno del parroco Alessandro Sozzi.


Cronologia

1810
Nasce a Sambuceto don Antonio Emmanueli, detto “Torretta”.

1848
Don Emmanueli partecipa al governo provvisorio di Piacenza durante il Risorgimento.

1849
Dopo la sconfitta di Novara è costretto a lasciare Piacenza.

1892
Don Antonio Emmanueli viene sepolto a Strela.

1943
Le vallate appenniniche entrano nella stagione della Resistenza.

1944
La zona viene coinvolta nei rastrellamenti tedeschi dell’estate.


Strela e la memoria del 1944

Il cuore della memoria storica di Strela è legato agli eventi del luglio 1944.

Durante i rastrellamenti tedeschi che travolsero le zone libere dell’Appennino parmense, il territorio fu teatro di violenze e uccisioni.

Il 19 luglio 1944 vennero uccise diciassette persone, tra cui don Alessandro Sozzi e padre Bracchi.

Questa tragedia rappresenta ancora oggi uno dei momenti più dolorosi della memoria civile della valle e rende Strela un luogo di raccoglimento e testimonianza storica.

Il borgo va raccontato con rispetto e sobrietà: non soltanto come destinazione turistica, ma come spazio di memoria dell’Appennino durante la guerra.


Un paese di strade e collegamenti

La posizione geografica di Strela ha sempre favorito il passaggio tra vallate.

Le strade verso Bardi, Borgotaro, Compiano e Bedonia rendevano il paese un piccolo punto di connessione dell’Appennino, immerso tra campi, boschi e percorsi rurali.

Anche oggi questo carattere di “borgo di passaggio” rimane uno degli elementi più affascinanti del luogo.


Don Antonio Emmanueli “Torretta”

Tra le figure storiche legate a Strela emerge Don Antonio Emmanueli, conosciuto come “Torretta”.

Sacerdote e protagonista delle vicende risorgimentali piacentine del 1848, rappresenta il collegamento tra il piccolo borgo appenninico e la grande storia italiana dell’Ottocento.

La sua memoria aggiunge alla storia di Strela anche una dimensione politica e civile.


Cosa vedere

Chiesa del borgo

Centro religioso e punto di riferimento della comunità.

Paesaggio agricolo della valle

Campi, boschi e strade di collegamento tra i borghi dell’Appennino.

Luoghi della memoria del 1944

Percorsi e testimonianze legate agli eventi della Resistenza e dei rastrellamenti.

Itinerari verso Bardi, Compiano e Borgo Val di Taro

Ideali per scoprire la rete storica dei borghi della valle.


Perché visitarla

Strela è una meta per chi cerca un Appennino autentico e profondo.

Qui il paesaggio rurale si intreccia con la memoria civile, la storia religiosa e il racconto della Resistenza, offrendo al visitatore non soltanto un luogo da vedere, ma una storia da ascoltare e ricordare.

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