Una storia di coraggio e memoria nel cuore di Borgotaro
La vicenda di Dora Klein è una delle pagine più importanti della memoria civile di Borgo Val di Taro.
La sua storia collega il piccolo borgo dell’Appennino parmense ai grandi eventi della storia europea del Novecento, ricordando come anche queste montagne siano state coinvolte dalle persecuzioni, dalle deportazioni e dalle tragedie della guerra.
Nata nel 1913 a Łódź, Dora Klein studiò medicina a Bologna, laureandosi nel 1936. Negli anni successivi la sua vita venne profondamente segnata dalle leggi razziali e dalle persecuzioni contro gli ebrei.
Nel 1941 fu destinata all’internamento libero a Borgo Val di Taro insieme alla figlia. In quei mesi il borgo appenninico divenne il luogo di una difficile attesa, sospesa tra speranza e incertezza.
Uno degli aspetti più toccanti della sua storia riguarda la decisione di mettere in salvo la bambina affidandola a parenti. Una scelta dolorosa ma fondamentale, che testimonia la forza e la lucidità con cui molte persone cercarono di proteggere i propri cari durante gli anni della persecuzione.
Il 30 novembre 1943 Dora Klein venne arrestata a Borgotaro. Da quel momento iniziò un lungo percorso attraverso luoghi di detenzione e deportazione che la portò da Monticelli Terme al campo di Fossoli, fino ad Auschwitz.
Successivamente fu trasferita in altri campi, tra cui Budy e Bergen-Belsen.
Nonostante la durezza estrema della prigionia, Dora Klein riuscì a sopravvivere e venne liberata il 15 aprile 1945.
Oggi il suo nome fa parte della memoria pubblica di Borgotaro attraverso una pietra d’inciampo collocata nel centro del paese, affinché la sua storia continui a essere ricordata.
Cronologia
1913
Nasce a Łódź Dora Klein.
1936
Si laurea in medicina a Bologna.
1941
Viene internata a Borgo Val di Taro.
30 novembre 1943
Arresto a Borgotaro.
5 aprile 1944
Deportazione dal campo di Fossoli verso Auschwitz.
15 aprile 1945
Liberazione a Bergen-Belsen.
2022
Posa della pietra d’inciampo in Piazza Manara a Borgotaro.
Una storia che attraversa Borgotaro
La vicenda di Dora Klein permette di leggere Borgotaro da una prospettiva diversa.
Non solo borgo storico dell’Appennino e centro della cultura del fungo, ma anche luogo attraversato dalle conseguenze della persecuzione antiebraica durante la guerra.
Le strade e le piazze del paese diventano così parte di una memoria più ampia, che collega la storia locale agli eventi che hanno segnato l’Europa del Novecento.
La forza dello studio e della professione
Tra gli elementi più significativi della sua vicenda vi è il percorso di formazione che la portò a diventare medico.
La laurea in medicina e le competenze professionali che aveva acquisito accompagnarono Dora Klein anche negli anni più difficili della deportazione.
Questo aspetto viene ricordato come una parte importante della sua esperienza umana, mostrando quanto la cultura, lo studio e la professionalità possano rappresentare una risorsa anche nelle situazioni più drammatiche.
Le pietre d’inciampo
La memoria di Dora Klein è oggi legata anche al percorso delle pietre d’inciampo di Borgo Val di Taro.
Queste piccole targhe inserite nel tessuto urbano restituiscono un nome e una storia alle persone coinvolte nelle persecuzioni e nelle deportazioni.
Ogni pietra invita il visitatore a fermarsi, leggere e ricordare.
Cosa vedere e raccontare
Piazza Manara
Luogo della pietra d’inciampo dedicata a Dora Klein.
Percorso della memoria di Borgotaro
Itinerario che collega le storie delle deportazioni, degli internamenti e della Seconda guerra mondiale.
Centro storico di Borgo Val di Taro
Scenario urbano dove la memoria del Novecento si intreccia con la vita quotidiana del borgo.
Itinerari dedicati alla memoria civile
Percorsi che aiutano a comprendere la storia dell’Appennino durante la guerra.
Perché raccontarla
La storia di Dora Klein è parte integrante della memoria di Borgotaro.
Raccontarla significa ricordare che anche i piccoli paesi dell’Appennino furono coinvolti nelle grandi vicende del Novecento e che la memoria delle persone, delle loro scelte e delle loro vite continua ancora oggi a essere custodita nei luoghi che attraversiamo ogni giorno.