Bernardo Dallara: Una Famiglia Di Orsanti Da Bedonia A Waldkirch

Un orsante della Val Taro sulle strade d’Europa

La storia di Bernardo Dallara permette di raccontare uno dei fenomeni più originali e meno conosciuti dell’Appennino parmense: quello degli orsanti e degli scimmiari, gli artisti ambulanti che tra Settecento e Ottocento percorrevano l’Europa con animali addestrati, strumenti musicali e spettacoli popolari.

Legato a Bedonia e all’Alta Val Taro, Bernardo Dallara rappresenta una figura concreta attraverso cui comprendere una forma di emigrazione molto diversa da quella delle grandi città industriali.

Gli orsanti partivano dai piccoli paesi di montagna portando con sé competenze artigianali, strumenti musicali, animali addestrati e una straordinaria capacità di adattamento. Viaggiavano per mesi o anni attraversando regioni e stati diversi, esibendosi nelle piazze, nelle fiere e nei mercati europei.

La famiglia Dallara è ricordata proprio all’interno di questa tradizione. Documenti dell’Ottocento testimoniano la presenza di Bernardo Dallara in Germania, segno di una rete migratoria che collegava l’Appennino parmense ai principali centri dell’Europa centrale.

La sua storia aiuta a dare un volto umano a un fenomeno che spesso viene raccontato soltanto in modo generale: dietro ogni orsante c’erano famiglie, partenze, apprendistati, sacrifici e lunghi viaggi.


Cronologia

1844
Documenti ricordano la presenza di Bernardo Dallara a Waldkirch.

1850
La famiglia Dallara compare nelle ricostruzioni dedicate all’emigrazione degli orsanti dell’Appennino.


Chi erano gli orsanti?

Gli orsanti erano artisti ambulanti che viaggiavano accompagnati da orsi addestrati, scimmie o altri animali utilizzati negli spettacoli popolari.

Partivano soprattutto dalle vallate appenniniche dell’Emilia e della Liguria e percorrevano migliaia di chilometri attraverso Europa centrale, Francia, Germania e Austria.

Il loro lavoro richiedeva resistenza fisica, capacità organizzativa e una profonda conoscenza delle strade e dei mercati.

Molti di loro provenivano da piccoli paesi dell’Alta Val Taro e della Val Ceno.


Una storia di famiglia

La vicenda di Bernardo Dallara permette di comprendere che l’emigrazione degli orsanti non era quasi mai un’avventura individuale.

Spesso coinvolgeva intere famiglie:

  • chi partiva per viaggiare e lavorare
  • chi restava a casa a gestire la famiglia e i campi
  • chi insegnava il mestiere ai più giovani
  • chi seguiva gli animali e gli spettacoli

L’emigrazione diventava così una vera impresa familiare.


Bedonia e l’Europa

La storia di Bernardo Dallara mostra quanto i paesi dell’Appennino fossero meno isolati di quanto si possa immaginare oggi.

Attraverso gli orsanti, le montagne della Val Taro erano collegate alle piazze della Germania, della Francia e di molte altre regioni europee.

Un piccolo borgo poteva così diventare il punto di partenza di viaggi lunghi migliaia di chilometri.


Cosa raccontare al visitatore

La figura di Bernardo Dallara è ideale per introdurre il tema dell’emigrazione storica dell’Appennino parmense.

Attraverso la sua storia si possono esplorare:

  • il mondo degli orsanti e degli scimmiari
  • le partenze dalle montagne della Val Taro
  • i percorsi migratori verso l’Europa centrale
  • i mestieri ambulanti dell’Ottocento
  • il rapporto tra famiglia, viaggio e lavoro

Un nome da non confondere

È importante ricordare che questa famiglia Dallara, legata a Bedonia e alla tradizione degli orsanti, appartiene a una storia completamente diversa rispetto a quella di Giampaolo Dallara di Varano de’ Melegari.

Entrambe rappresentano pagine importanti dell’Appennino parmense, ma appartengono a contesti storici e familiari distinti.


Perché raccontarlo

La storia di Bernardo Dallara permette di trasformare il tema degli orsanti da fenomeno storico astratto a esperienza umana concreta.

Attraverso un nome, una famiglia e un viaggio, il visitatore scopre come le montagne della Val Taro abbiano contribuito a costruire una sorprendente rete di relazioni che collegava l’Appennino all’Europa del XIX secolo.

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